Recensione

Dopo il notevole riscontro de “L’inganno della Magia”, edito da Città Nuova, Leoluca Pasqua torna sugli scaffali delle librerie cattoliche con un nuovo ed interessante testo: “La  preghiera che libera. Ostacoli, deviazioni e tendenze magiche nella preghiera cristiana”.

La nuova fatica di don Pasqua non è un semplice libro di preghiere, né un libro sulla preghiera, ma, credo sia bene definirlo un libro di preghiera. Questo testo nasce proprio dall’esperienza di preghiera, personale e comunitaria, dell’autore che nella sua articolata riflessione si “immerge” nell’essenzialità della preghiera e la qualifica essenzialmente come esperienza propria dell’uomo.

Don Pasqua, rifuggendo da facili spiritualismi oggi molto in voga, individua il topos della preghiera cristiana nell’uomo, l’uomo preso per intero con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, con le sue straordinarie potenzialità, ma anche con le sue abbondanti debolezze.

Nel solco della tradizione orante della cristianità l’autore afferma: «non esiste la preghiera in astratto, ma esiste la persona che prega anche attraverso le proprie debolezze. Non esiste una preghiera disincarnata in quanto essa passa necessariamente dall’esperienza umana che deve sempre più trasformarsi in una esperienza spirituale».

Senza dubbio è l’orante, l’uomo che prega, che si afferma come partner essenziale di Dio nell’esperienza orante, cosicché la preghiera, che sgorga dal cuore e dalla mente del credente, viene a delinearsi come dono di Dio e  vera e propria “fatica”. Non è concesso nulla nel nostro testo a visioni idilliache secondo cui la preghiera sarebbe un moto del cuore che naturalmente va a Dio, anzi l’autore si sofferma molto e acutamente sulle molteplici deviazioni e devianze della preghiera, sugli ostacoli che la nostra stessa umanità produce nell’autentico cammino di orazione.

Ma più che di cammino don Pasqua preferisce parlare di “campo di battaglia” richiamando alla nostra mente quel famoso detto del padre del deserto Agatone per cui «la preghiera esige lotta fino all’ultimo respiro». Così la preghiera si configura come la lotta delle lotte, la lotta che attraversa ogni momento della nostra vita, sforzo di trasformare tutta l’esistenza in pensiero rivolto a Dio.

In questa prospettiva l’analisi dell’esperienza della preghiera non può non aprirsi all’aspetto della preghiera di liberazione. E proprio a questa modalità di preghiera l’autore dedica la seconda parte della sua riflessione in cui avverte la necessità di voler ridare significatività alla preghiera di liberazione “liberandola” (è proprio il caso di dirlo!) dalla “deviazione magica” che, secondo don Pasqua, è una vera e propria «manipolazione che fa della preghiera, non un evento di grazia dove si incontra Dio e si sperimenta il suo amore, ma una esperienza semplicemente umana dal carattere egocentrico con quella diabolica pretesa di piegare Dio ai propri bisogni ricorrendo anche alle modalità meno opportune».

Leoluca Pasqua si premura di far emergere, anche attraverso itinerari concreti, il valore liberante della preghiera, che consiste, in ultima analisi, nella capacità di trasformare e convertire l’esistenza intera. Così anche i cosiddetti “momenti forti” di preghiera, carichi di emotività, acquistano significato ed importanza nella misura in cui pian piano trasformano e trasfigurano il quotidiano ed isolano le sempre presenti ed insidiose devianze di tipo magico.

In definitiva il nostro libro con la sua intensa carica umana e la profondità dei suoi contenuti si configura come un prezioso vademecum per coloro che vogliono iniziare a pregare o per quanti avendo già iniziato a pregare, si sono già stancati o si sono accorti di essersi allontanati dall’autentica preghiera cristiana.

Adriano Frinchi